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Archivio per febbraio 2010

Che cos’è il blog: Due voci. Due punti di vista

9 febbraio 2010 4 commenti

Il Blog da noi ideato ha una doppia anima: diffondere la letteratura e invitarvi al dialogo e alla riflessione sui temi riguardanti la situazione delle donne in Italia e nel mondo. E per cominciare abbiamo deciso di parlare de “La ciociara” di A.Moravia.

Durante la Seconda guerra mondiale, come in tutte le altre guerre, si sono consumate efferate e gratuite violenze ai danni delle donne. Ma niente può eguagliare l’orrore della vicenda delle “marocchinate”, le donne ciociare  violentate, nel 1944 dal contingente marocchino dell’esercito francese. Erano chiamati effetti collaterali della guerra, oggi quegli stupri sono un crimine contro l’umanità.

“La ciociara” di A. Moravia

Pubblicato nel 1957, “La ciociara” racconta la storia di una madre ed una figlia, Cesira e Rosetta, costrette a trascorrere un anno – dal 1943 al 1944 – in prossimità del fronte del Garigliano.

Cesira e Rosetta vengono violentate da un gruppo di soldati marocchini in una chiesa abbandonata, davanti ad un’immagine della Madonna rovesciata. La violenza individuale dello stupro si somma alla violenza collettiva della guerra, distruggendo definitivamente l’innocenza di Rosetta che comincia a concedersi a tutti gli uomini con determinazione, come se questo fosse l’unico possibile riscatto.

Raccontato dalla protagonista, donna del popolo, con il suo linguaggio e la sua visione del mondo, “La ciociara” è un esempio di straordinaria prosa narrativa, capace di condensare in un’immagine tutto il dolore e la miseria che una profanazione come la violenza determina.

E’ un’incontro con  Alberto Moravia, scrittore fortemente emblematico e significativo che attraverso il teatro, la narrativa e il cinema è storicamente voce di un arte socialmente impegnata.

Che cos’è il progetto “Punto “D”?

9 febbraio 2010 Nessun commento

Il progetto “Punto “D”” è prima di tutto un’occasione per prendere parola, spezzare il silenzio, esprimere il proprio punto di vista per diffondere e sollevare, attraverso la lingua dell’arte e della letteratura, questioni etiche e morali; per creare uno spazio in cui sperimentare diversi linguaggi artistici per attivare un processo di sensibilizzazione e di comprensione dell’attualità che ci circonda.
E’ un progetto che mette al centro la DONNA, nel suo legame inscindibile con la vita e la trasformazione del panorama sociale e culturale in perenne mutazione.
E’ un percorso che pone come obiettivo la rielaborazione della storia e dell’attualità per dare voce, memoria e giustizia alle donne che subiscono violenza ieri come oggi.
Punto “ D” è un viaggio artistico – formativo per afferrare praticamente la correlazione esistente fra cultura e sociale.

La violenza sulle donne in Italia

9 febbraio 2010 8 commenti

Eccola la realtà: in Italia più di 6 milioni e mezzo di donne ha subito una volta nella vita una forma di violenza fisica o sessuale, ci dicono i dati Istat e del Viminale che riportano un altro dato avvilente.
Le vittime – soprattutto tra i 25 e i 40 anni – sono in numero maggiore donne laureate e diplomate, dirigenti e imprenditrici, donne che hanno pagato con un sopruso la loro emancipazione culturale, economica, la loro autonomia e libertà. Da noi la violenza è la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni. Più del cancro. Più degli incidenti stradali. Una piaga sociale, come le morti sul lavoro e la mafia. Ogni giorno, da Bolzano a Catania, sette donne sono prese a botte, oppure sono oggetto di ingiurie o subiscono abusi…

Brutale, spesso imprevedibile, difficilissima da evitare. La violenza sulle donne, il “femminicidio”, come propongono di ribattezzarlo gli esperti di tutta Europa, è un’emergenza quotidiana in Italia, anche se le luci si accendono e si rispendono troppo in fretta a ogni nuova tragedia. Ammazzate con un solo pugno, come Sara Wasington, 22 anni uccisa a Torino dal ragazzo che da tre anni era il suo amico del cuore. Accoltellate e seviziate, come Maddalena Citon, assassinata nella sua casa in provincia di Treviso dai figli che la maltrattavano da anni. Massacrate con quattro colpi di pistola, come Camilla Chignoli, 22 anni, colpevole di aver litigato con il padre…

E’ il bollettino di un massacro che impressiona, che fa riflettere: solo nel 2007 57 donne uccise, 141 ferite, 10.383 vittime di lesioni, 1.805 sono le donne stuprate…

Anche i dati diffusi dai centri di ascolto di Caritas della provincia di Frosinone ci mostrano un quadro poco rassicurante parlando di donne vittime di violenze fisiche, psicologiche, sessuali.

Le vittime sono le ragazze bellissime che sorridono dalle foto, adolescenti appena sbocciate, madri anziane piegate dalla fatica. Sono, erano, donne che lavorano, che accompagnano i figli a scuola, che sognano un futuro ancora da scoprire, povere o ricche, donne che qualche volta sono state felici… Un’inquietudine sottile e dolorosa sale dalle loro storie, come se nessuna, nessun’altra donna potesse sentirsi completamente al sicuro.

“La mattanza delle donne” è una tragedia che potrebbe essere cancellata soltanto da un “radicale cambiamento”. Come dire da una rivoluzione, che non si annuncia né facile né vicina. E in molti casi la parola prevenzione, quella che piace tanto a tutti quando si parla di sicurezza urbana e di criminalità nelle strade, è del tutto inadeguata a proteggere le donne.


Keira Knightley Women’s Aid Cut