ESPERIENZE UNIVERSITARIE                                     AL POLITECNICO DI MILANO

 

       Home Page


Una lettera al Liceo

I migliori anni della nostra vita

L'importante è andare avanti

Una semplice chiacchierata

 

 

La voce degli ex alunni

Ho conseguito la maturità classica al Liceo "N. Turriziani" di Frosinone nel ’98.Nonostante la scelta della scuola superiore, nel corso della mia carriera scolastica, ho sempre mostrato interesse verso le materie scientifiche, anche se trattate ovviamente in maniera consona al tipo di Istituto frequentato. Per questo, alla fine del Liceo, mi sono iscritta al corso di Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Milano. Le difficoltà si sono presentate subito, sotto forma del test di ingresso che in quell’anno era necessario sostenere per avere accesso alle Università a numero chiuso. C’è a questo punto già da dire che noi "classicisti" abbiamo compensato le carenze inevitabili in materie come matematica e fisica, conseguendo ottimi punteggi nei quesiti di logica e comprensione dei testi. Del resto le versioni di latino e greco sotto questo punto di vista sono un’ottima palestra. Poi sono iniziati i corsi, materie mai viste come analisi matematica e fisica. Lo smarrimento iniziale è stato grande, si deve ragionare su cose che all’inizio non sono neanche comprensibili a livello di semplici definizioni, come ad esempio il concetto di "limite"… Avrei potuto puntare sul metodo di studio appreso nel corso del Liceo, che chi ha frequentato altre scuole non possiede come noi. Invece un po’ per l’entusiasmo di essere una città nuova, un po’ per la mia indole particolarmente negligente, un po’ perché quando si perde il filo all’inizio è difficile poi ritrovarlo, i primi esami sono andati via molto faticosamente. Una cosa che poi mi ha aiutato ad affrontare gli esami successivi molto più agilmente e serenamente, è stato il fatto di riconoscere che per il mio tipo di facoltà è molto utile e molto più interessante studiare insieme agli altri. Questo per diversi motivi: innanzi tutto perché studiando con altre persone saltano fuori molte più domande di fronte a quello che si sta studiando, e quindi c’è un approccio alla materia molto più "adulto"; poi perché in alcuni casi bisogna avere l’umiltà di chiedere spiegazioni ad altri per accelerare anche un po’ i tempi (del resto ho riscontrato che sono pochissime le persone che riescono ad essere "intuitive" allo stesso modo su tutte le materie studiate, anzi io personalmente con i miei compagni di studio ho notato una forma quasi di compensazione); inoltre, in questi anni ho costruito dei rapporti di amicizia bellissimi con le persone con cui ho studiato; infine molto spesso sono proprio i professori a sollecitare lavori di gruppo, per abituare sempre più all’impostazione che ormai è diffusa nelle aziende. E del resto io al Liceo sono sempre stata favorevole invece ad uno studio individualista… Un’altra cosa che vorrei consigliare a chi si avvicina adesso al mondo universitario, è la ricerca tra i professori di una personalità carismatica, di qualcuno, che risulta interessante ai nostri occhi, almeno nel modo che ha di trattare le cose che insegna. In alcuni casi ho avuto la fortuna di mantenere contatti con dei professori, a forza di andare a ricevimenti e di domandare, e, anche quando invece il rapporto si è mantenuto scostante, ne è comunque valsa la pena. Adesso mi avvicino alla fine, tra pochi giorni partirò per l’Argentina per lavorare alla tesi. La mia esperienza universitaria si sta per concludere. Non l’avrei mai detto all’inizio, ma sono sicura che mi mancherà, anche perché in questi anni ho vissuto praticamente sempre all’ Università, non solo per seguire i corsi e studiare, ma anche per cercare di vivere intensamente questo mondo, che è interessante e in fondo è nostro. Non pensate mai che se qualcosa non gira non potete farci niente: io ho vissuto le elezioni per gli organi universitari, ho fatto la volontaria in una cooperativa no - profit per consentire agli studenti di pagare a prezzi più bassi libri e materiale scolastico, ho lavorato nelle aule informatizzate della mia Università, ho abitato sempre con altre ragazze studentesse di Ingegneria, io e i miei amici abbiamo chiesto permessi per allestire mostre per esempio su Caravaggio e Tolkien, abbiamo organizzato incontri per gli ingegneri civili, per gli architetti e per gli appassionati di montagna o culinaria… Insomma in questi anni non mi sono mai sentita sola. E magari non ci crederete, ma vi assicuro che alcuni di voi in certi momenti avranno nostalgia anche del Liceo… Un ultimo appunto: non ho mai dimenticato il mio interesse per la cultura greca e latina, e soprattutto per la lettura. E vi assicuro che è importante per chi decide di frequentare facoltà scientifiche. In bocca al lupo a tutti e ricordatevi sempre che non c’è cosa che desideriate fare che sia impossibile!

Chiara Spinetti