ANGOLO DI MONDO

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Quando le guance dell'adolescenza diventano rosa

Un tesoro prezioso

Quando si è giovani la morte è una parola senza senso

 

 

  Le nostre emozioni

Il mio paese, il mio nido, il luogo in cui i miei sogni di bambina correvano liberi, incondizionati, quasi incuranti di quello che accadeva nel resto del mondo…… Il mio paese, il luogo in cui mi sentivo al sicuro, protetta dalla infinità del mondo e della vita; il luogo in cui ho sognato, ho sperato, ho pianto, il luogo in cui ho vissuto la mia infanzia……  

Quest’anno ho passato lì le feste natalizie e, passeggiando per i vicoli del centro storico, guardando le decorazioni splendenti come le ali di un angelo, ho ripensato, quasi con tenerezza, alla mia infanzia, ho provato un’immensa felicità e forse una punta di nostalgia; il mio angolo di mondo era meraviglioso, decorato come un albero di natale: il corso principale splendente di luce; le case, nella notte, illuminate dalle decorazioni, canti natalizi risuonanti nei vicoli in cui la comunità parrocchiale ha allestito dei presepi e, poi, la ticchettante, insistente intermittenza delle luci rievocanti il passare inesorabile del tempo che dolcemente, ma fermamente, mi ha allontanato dal mio paese…… Ho ripensato ai miei anni di bambina e mi sono sentita immensamente felice: ho vissuto nella bontà, nella gentilezza, nella cordialità e nella ospitalità della gente, questo ha fatto di me la persona piena di valori che sono, e per questo sono infinitamente grata al mio paese, gli sono grata per avermi fatto scoprire cos’è la vera amicizia, cosa si prova a salvare un passero caduto dal suo nido, cosa vuol dire andare a dormire di sera e sperare solo che arrivi presto l’indomani per poter vivere emozioni ancora più belle di quelle vissute quella giornata. E’ bello quindi "vivere il paese" ma anche crescere e liberarsi delle catene dell’infanzia; sì, perché oltre ad essere stata protetta dal mio paesino di nascita dei miei nonni, Pastena, sono vissuta quasi in una campana di vetro che mi ha quasi illuso, allontanato dalla vita vera e ora, arrivato il momento di entrare in questa, mi sento quasi smarrita, confusa, intimorita. Adesso, in questo periodo dell’adolescenza mi sento infinitamente piccola e impotente, quasi "apatica ed incerta sul mio futuro" che mi spaventa enormemente…. Non so cosa ne sarà della mia vita, se diventerò qualcuno o se rimarrò "solamente io", ma spero ardentemente e profondamente nei remoti recessi dell’anima di continuare SEMPRE a SOGNARE e di portare sempre nei miei sogni il ricordo del mio piccolo grande paese e la certezza assoluta che le nostre due essenze siano unite in un unico elemento, forse non reale: la meravigliosa serenità della mia splendida infanzia.

Jenny Negrescu IV A