NORBERTO TURRIZIANI, 

LA GIOVENTU' FRUSINATE E IL SENSO DEL DOVERE

Piano attività anno 2008 - 2009

Consegna Borse di Studio

L'osservatorio astronomico del "Turriziani"

"Quale famiglia oggi?" - Concerto del Trio J. Ibert

Garibaldi e l'Internazionale dei lavoratori

Concerto dei chitarristi F. Caputo e G. Curciotti

Globalizzazione e lavoro

Attività svolte nell'anno 2005 - 2006

Nasce l'Associazione ex Alunni del "Turriziani"

18 Maggio 2007

Claudio Pagliara al Liceo "Turriziani"

Cerimonia consegna Borse di Studio  "N. Turriziani" e "F. Fanfera"

Assemblea generale Soci 2/12/2006 - Concerto di G. Valle

Ciao Italo Peta, ciao Arnaldo Marzi!

Antonio Iadanza ricorda Fernando Valchera

Ricordo di Rossana Perlini

Ricordo di Maurizio Campioni

Caro Norberto...

Statuto

Modulo per l'iscrizione

Il Quadro Direttivo

 

 

 

 

 

 

Dopo aver ascoltato le parole della professoressa Giovanna Maniccia dirigente scolastico di questo Istituto e quelle del professor Archimede Fanfera, presidente dell’Associazione degli ex Alunni del Turriziani, spetta a me il compito di legare questo incontro con le ragioni stesse dell’intitolazione di questo Liceo – Ginnasio a Norberto Turriziani.

E, infatti, l’argomento che ho scelto per l’odierna conversazione è questo: Norberto Turriziani, la gioventù frusinate ed il senso del Dovere. Sono tre temi, solo in apparenza, lontani, ma in realtà strettamente connessi. E se avrete la pazienza di seguirmi lo comprenderemo meglio. Norberto Turriziani muore il 18 maggio 1916, combattendo eroicamente per un ideale di patria, per quell’idea di Italia che doveva nascere con il completamento del ciclo delle battaglie risorgimentali per l’unificazione nazionale e che vide nel primo conflitto mondiale la quarta ed ultima guerra. Egli non vide la realizzazione del suo ideale, ma morì, e qui è la grandezza,  affinchè altri giovani, tra i quali anche voi che oggi studiate in questo liceo, potessero giovarsi del suo sacrificio. Il Risorgimento italiano fu e resta anche l’unico esempio di come un moto rivoluzionario di unificazione nazionale possa rimanere fedele al principio di Libertà, intesa come libertà individuale e collettiva, come libertà politica ed economica, come libertà culturale e religiosa.E non è affatto detto che questi vari aspetti della Libertà siano sempre presenti : è il caso della Republica Popolare Cinese, dove forse è solamente garantita la libertà economica, di chiaro stampo capitalistico, in un contesto ovviamente di totale assenza di tutte le altre libertà. In Germania poi, esempio coevo al nostro Risorgimento, Bismarck portò all’unificazione del Reich con un autoritarismo solo in apparenza vestito di liberalismo[1]. In questo Gioberti, Cavour e Mazzini la pensavano allo stesso modo: il liberalismo parlamentare con tutti i limiti di allora. Soltanto Mazzini però andava oltre, sognando un’Italia democratica e repubblicana, ovvero quella che si realizzò solamente nel 1948[2], quando entrò in vigore la nostra attuale Costituzione, della quale abbiamo festeggiato i primi 60 anni. Dove, sull’esempio della Costituzione della Repubblica Romana del 3 luglio 1849 e sulla scorta del libro di iuseppe Mazzini intitolato “Dei doveri dell’uomo”, si sancirono diritti e doveri dei cittadini. In questo, poi, a distanza di quasi un secolo, le due Costituzioni, quella Romana e quella Italiana, sono quasi perfettamente sovrapponibili. Ma cosa è la Libertà ? E’ forse poter fare tutto ciò che le leggi permettono? Allora esisterebbe anche nelle dittature! Basta rispettare le leggi e si è, di conseguenza, liberi. Oppure, è tutto ciò che è crescita, sviluppo e piena affermazione della personalita di ogni cittadino, sotto ogni riguardo, ma nel più assoluto rispetto della Libertà altrui?

A voi la facile risposta.

Ma cosa spinge un giovane ventenne, il quale poteva avere tutto, a rinunziare perfino alla vita?

                                                                 Domenico Ricciotti

Per leggere il testo integrale della conferenza del Dott. Ricciotti utilizzare questo collegamento ipertestuale.